
Il traffico della tangenziale, al mattino presto, è ciò che ci vuole per l’ispirazione…
questa sezione “amico divino” non ha pretese enologiche…vi troverete probabilmente molti luoghi comuni sui vini in oggetto…
ma è un esercizio che mi piace fare sulle persone che amo di più, le persone importanti, quelle che hanno avuto e hanno senso nella mia vita: degustarle, concentrarmi col quarto senso, quello del cuore, per conoscere meglio le emozioni che provo quando penso a loro…
colore, odore, sapore…proprio come ho imparato al corso sommelier (darò mai l’esame??)…
…giocando col vino, mia passione un po’ appannata da quando sono orfano della terra, inventare degli abbinamenti, delle identificazioni…e quindi dei riti…
…perché il vino, se legato a un ricordo o addirittura, seppur forzatamente, ad una persona cara, diventa molto più che una bevanda….
Bermi un Enzo, una Elena o una Anna è ciò che disseta di più il mio spirito in certe serate di nebbiosa solitudine padana….
Nel mare delle Denominazioni di origine, sembrerà strano a noi sorrentini, c’è pure il Penisola Sorrentina Doc…
Ora, alzi la mano chi ha mai visto un vigneto davvero qualitativamente vocato in penisola sorrentina: molte bellissime pergole svettano e sovrastano gli aranceti…ma da qui a dire che siamo grandi produttori di vino ce ne passa….
Sotto i monti lattari, appena fuori dalla penisola non è così...
Il vino Gragnano, sottodenominazione della Doc Penisola Sorrentina è stato il mio(e forse un po’ di tutti) primo vino…il vino del contadino versione Vip (almeno come lo interpretavo io prima di capirne qualcosa) : frizzante e di facile beva come quello del “parsonaro”, ma con l’abito buono di etichetta e tappo di sughero…
A dire il vero è già da tempo che avevo rivisto questa personalissima e ridimensionante lettura del vino Gragnano (e del cugino Lettere) : qua e là, scoprendone addirittura nobili origini storiche nel panorama enologico campano,
ne avevo assaggiati di ottimi e mi sarei accorto, con un po’ di ritardo, che da qualche annetto era in atto, specie da parte di qualche cantina rinomata (Grotta del Sole, Iovine quelle più note), una rivisitazione verso la qualità di questi vini…
All’ultimo Vinitaly ne ho assaggiati alcuni anche di cantine più piccole (mi spiace non poterle citare perché non conservo appunti): ricordi ottimi di vini piacevoli e (almeno al non mio espertissimo palato) tecnicamente puliti…
Il Gragnano ha in genere una spuma che mette allegria, un colore rosso rubino, un odore vinoso intenso, fruttato e floreale, un sapore di facile apprezzamento, con una bella freschezza e, spesso, una buona vena amabile…
E' prodotto principalmente, stando a disciplinari di un pò di tempo fa, con uve di aglianico, piedirosso e sciascinoso.
Chiusa questa breve introduzione (utile a me e agli amici imperdonabilmente astemi), vi racconto il Gragnano chi è per me….
…il Gragnano è Fausto…o Cocò, come lo chiamiamo noi intimi….
perchè, come il Gragnano al mio gusto, sa essere, al mio cuore, spirito semplice e amico senza troppe pretese…
perché, come il Gragnano, fa tanto il brioso ma poi ci vuol un nonnulla a farlo sgasare…
come il Gragnano fa storcere il naso ai palati altolocati, che guardano sempre troppo la consistenza e la complessità e mai la facile beva (ma chi ha detto che gli uomini complicati sono i migliori?...)…
come il Gragnano, è quello di casa, quello da bere sempre e comunque, in qualsiasi situazione, perché non necessita di bicchieri in cristallo e cazzate varie…
come dal Gragnano, a volte vorresti da Cocò di più, dalla sua vita un guizzo, un fuori rotta, ma lui è così, prendere o lasciare: lo mandi a cagare la sera e al mattino dopo vorresti ritrovartelo nel letto…
si fan di quelle colazioni col Gragnano ;-)
Cocò è il mio vino di stasera…e me lo bevo tutto di un sorso…
ovunque esso sia (sempre l’oceano di mezzo
mannaggia a' isso…)